Vincenzo Cicogna

Protezione, crescita e finanza personale

Come trattare gli altri e farseli amici

Come trattare gli altri e farseli amici

Come trattare gli altri e farseli amici è uno dei must che bisogna leggere per migliorare il modo di approcciarsi verso gli altri. Il libro è tratto dalla stessa collana famosa di Dale Carnegie, in cui è incluso anche Come godersi la vita e lavorare meglio di cui ho parlato alcune settimane fa (trovato i riassunto del libro sempre sul mio blog). Alcuni tratti di Come godersi la vita e lavorare meglio sono ripresi integralmente da Come trattare gli altri e farseli amici (metti il link al libro, no?).

Il libro è strutturato su una serie di principi fondamentali, che vengono conditi da una serie di aneddoti e situazioni vissute da personaggi di spicco del passato. Nel riportare parte dei discorsi di questi personaggi, si evidenzia il rispetto di questi principi contestualizzato in una situazione reale.

Le tematiche principali del libro si dividono in 3 aree:

  • Come trattare con la gente, e farsi voler bene
  • Come convincere gli altri delle proprie opinioni
  • Come cambiare le opinioni degli altri evitando il risentimento.

Queste tecniche possono essere utilizzate sia in ambito lavorativo che nella vita di tutti i giorni, e la chiarezza e la pragmaticità utilizzata per descriverle hanno un valore inestimabile.

Come trattare con la gente, e farsi voler bene

In questa sezione appartengono una serie di principi fondamentali che ci aiutano a smantellare gli approcci che utilizziamo tradizionalmente nel trattare con la gente.

Una delle prime cose da evitare a tutti i costi è la critica non costruttiva.

Molte volte la critica non ripaga abbastanza, e a volte può anche peggiorare la situazione, generando dei risentimenti. Per certi versi la critica risulta inutile, perché pone le persone sulla difensiva e induce immediatamente la ricerca di una giustificazione.

Se si vuole investire nelle persone nel lungo periodo, evitiamo di criticare.

Se si vuole condannare l’operato della gente si deve cercare di capire come mai la persona si sia comportata in quel determinato modo.

Apprezzare gli sforzi e l’operato dei vostri collaboratori, invece, è un grande punto di forza. Ferire le persone non solo non induce a cambiare, ma è sempre una mossa sbagliata. Non abbiate paura ad abbondare in sincera approvazione e lode, purché sia vera. La falsa adulazione può metterci in seri guai con il nostro interlocutore, compromettendo irrimediabilmente il nostro rapporto.

Un altro must da considerare nell’interazione con la gente, forse uno dei più complessi sistemi da mettere in pratica, è il suscitare in altri la propria volontà. Fondamentalmente si parte dal concetto che le persone amano parlare di se stessi e di ciò che desiderano. Quindi per fare in modo che la nostra interazione sia affine alla volontà del nostro interlocutore, è necessario parlare nei termini di ciò che gli loro stessi desiderano. In termini pratici, se riuscissimo a metterci nello stesso punto di vista degli altri e vedere i fatti dal loro punto di vista, non avremmo mai problemi nella vita.

Come farsi voler bene 

In questa sezione l’autore seleziona altri 6 importanti principi da seguire per farsi voler bene dalla gente. Prima di tutto bisogna sempre interessarsi delle altre persone, destando attenzione anche a piccole cose. Ricordarsi la data di compleanno e facendo gli auguri può essere un esempio. 

Secondo punto: bisogna sorridere. Il sorriso è molto più  efficace di una minaccia, perché l’incoraggiamento è un sistema educativo più efficace della repressione. 

Terzo punto: richiamare sempre l’attenzione dell’altro, enunciando a voce chiara il suo nome. Provate a chiamare la commessa del negozio con il suo nome, e vedrete subito come aumenterà qualitativamente il servizio.

Quarto punto: ascoltate gli altri. Le persone con cui state parlando sono interessati molto più ai loro problemi che ai vostri. Prendetelo in considerazione e ascoltate bene cosa hanno da dirvi. 

Quinto punto: parlate sempre di cosa interessa agli altri. Su questo non c’è molto da dire.

Sesto ed ultimo punto: fate sempre in modo che gli altri si sentano importanti. Riconoscere sempre l’importanza del tuo interlocutore è uno dei principi più importanti da adottare quando si è intenzionati ad entrare nelle loro simpatie.

Come convincere gli altri delle proprie opinioni

Conoscere il segreto di come convincere gli altri delle proprie opinioni è il sogno proibito di ognuno di noi. Possiamo convincere il nostro capo ad un aumento dello stipendio, o l’amministratore di condominio a portare avanti un lavoro di manutenzione del palazzo, o il venditore ad aumentare lo sconto sul nostro acquisto. 

Vediamo cosa ci dice Carnegie in merito a questo.

Prima di tutto, evitiamo la discussione. Anche se abbiamo pienamente ragione in una discussione, non si riuscirà a convincere la controparte e a fargli cambiare idea, e se ci riuscissimo non avremmo di certo la sua simpatia.

Non bisogna mai affermare che l’altro abbia torto. Non sta a noi questo giudizio. Se siamo convinti che le tesi sostenute dal nostro interlocutore non abbiano senso o siano fuori strada utilizziamo un approccio diplomatico, è importante ammettere la propria ignoranza e la possibilità di potersi sbagliare. Questo perché la maggior parte dei nostri ragionamenti sono concentrati su cose a cui già crediamo. Agire con offesa, o mettere in ridicolo la persona che abbiamo di fronte, non servirà a nulla. Cerchiamo di giudicare sempre le persone non sulla base dei principi personali. 

Se abbiamo torto, ammettiamolo subito, mettendo da parte orgoglio e rancore. Lottando si ottiene sempre poco, cedendo si ottiene sempre più di quanto si sperava. Facciamoci valere sempre con tatto e gentilezza, e nel caso avessimo torto, se siamo onesti con noi stessi, meglio ammetterlo subito. 

Cominciamo sempre con il mostrarci amici. Se il cuore di un uomo è pieno di rancore e risentimento verso di te, non basterà neanche diventare prete per ricondurlo alla ragione. Non si può obbligare nessuno a pensare nel modo che fa piacere a noi stessi. 

Facciamo sempre in modo che il nostro interlocutore risponda “sì” sin dal principio. Non discutiamo subito di cose per cui non si è d’accordo, ma facciamo in modo da ottenere solo risposte positive. Molta gente per darsi arie si mostra antagonista sin da subito, evitiamo di fargli dire “no” sin da subito e tutto sarà più semplice.

Lasciate parlare il vostro interlocutore per tutto il tempo che vuole, non interrompendo anche se non siamo d’accordo con quello che sta dicendo.

Date agli altri l’impressione che siano stati loro ad avere questa idea. 

Fate in modo che gli altri si aprano completamente a voi in cerca di compassione o di un consiglio.

Come cambiare le opinioni degli altri evitando il risentimento

In questa parte si dà invece una panoramica su come avanzare delle critiche con cautela e tanto tatto. 

Prima di tutto bisogna cominciare sempre con le lodi e apprezzamenti sinceri. Approcciamoci sempre con tutto ciò che c’è di buono nel nostro interlocutore, apprezzando le buone azioni e la soddisfazione di averlo come partner. E’ sempre meglio cominciare con delle azioni positive, prima di dire cosa c’è che non abbiamo apprezzato. In questo modo prepariamo il terreno ad una discussione poco burrascosa, in grado di portare dei risultati a casa. 

Richiamiamo l’attenzione degli errori degli altri utilizzando dei metodi indiretti. Non utilizziamo il “ma” dopo una lode, per pronunciare una critica, ma studiare degli esempi efficienti in grado di creare degli impatti figurativamente molto significativi.

Prima di parlare degli errori degli altri, parliamo dei nostri errori, in effetti è molto più semplice fare delle critiche una volta che si è chiarito che noi siamo i primi ad essere lontani dalla perfezione. 

Date gli ordini, facendo delle domande. Non imponiamo le attività, invece chiedere di fare delle attività può risultare molto più efficiente, perché si rende più partecipe il proprio interlocutore che diventa più tollerabile. 

Facciamo sempre in modo che l’altro salvi la faccia, evitando di distruggere il suo ego e la sua dignità. Il problema non è quello che io penso dell’altro, ma quello che l’altro pensa di se stesso. 

Diamo sempre dei feedback nelle attività lodando anche le piccole cose. Cerchiamo di specificare nel dettaglio la lode per renderla più sincera. Se riusciamo a mettere in moto questo meccanismo, verranno fuori sempre attività fatte meglio. 

Cerchiamo di convincere l’altro che ha una reputazione da difendere. Questo principio aiuta a responsabilizzare maggiormente il collaboratore, che cercherà di evitare il più possibile di deludervi. 

Abbondiamo di incoraggiamento il prossimo, per farlo avere fiducia nelle sue possibilità.

Come ultimo suggerimento l’autore propone di fare in modo che l’altra persona sia sempre felice di fare ciò che gli abbiamo suggerito.

Conclusioni

Il libro, come il resto dei libri che fanno parte di questa collana, è una pietra miliare della crescita personale e del miglioramento generale nella vita sociale. Quale momento migliore potrebbe esserci nello sperimentare questi principi verso i propri collaboratori, i propri famigliari, i propri amici o i propri studenti. Al di là del lavoro che si esercita, del corso che si segue, o della cerchia di amici e associazioni che si frequentano, questi principi sono dei toccasana essenziali non solo per costruire e rafforzare il nostro rapporto verso gli altri, ma anche per incentivare la crescita delle relazioni sociali e interpersonali.

In una situazione complicata come quella di oggi, Dale Carnegie ci fornisce degli strumenti per non dimenticare chi siamo, e ci ricorda che soltanto uniti e volendosi bene si riesce a superare ogni evenienza, proprio come una grande famiglia.

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