Come crearsi un piano finanziario parte 2

Trovi la prima parte di questo articolo qui.

Disclaimer: Tutti i suggerimenti di prodotti finanziari presenti in questo articolo non sono dei consigli di investimento, ma sono menzionati solo a scopo didattico / formativo.

Non sono un consulente finanziario e non sono autorizzato a fornire nessun tipo di consiglio o consulenza in merito.

Come si è visto nel precedente articolo, costruire un piano finanziario è un mattone fondamentale.

Nella prima parte si è esposto il concetto base che c’è dietro ad un piano finanziario, ovvero come gestire la spesa, la finanza giornaliera e l’assicurazione.

La seconda parte sarà incentrata sugli investimenti, la pensione e gli investimenti immobiliari.

Investimenti nel piano finanziario personale

Quando ci si approccia agli investimenti, bisogna fare attenzione ad una serie di accorgimenti che ci aiutano a prendere decisioni e vivere con maggiore serenità.

Cerco di stilare una piccola guidelines a cui ci si può attenere:

  • La prima cosa da evitare è andare dietro alle news. Le news sono un business ed in quanto tale non sempre creano delle correlazioni sane con l’andamento del titolo in borsa, o con i mercati in generale. Se si vuole continuare a leggere news, facciamolo per curiosità o per passare il tempo, ma bisogna evitare che esse influenzano i nostri investimenti nel lungo termine.
  • Non investire se si ha bisogno di una certa liquidità nel breve periodo, ovvero tra 3, 5, 10 mesi. Non investiamo mai la liquidità di cui avremo bisogno da qui a breve. Gli investimenti non vanno sempre come si spera. Bisogna investire sempre una cifra che si è disposti a perdere.
  • Valutare bene il rischio che si è disposti a correre. Ad esempio cominciamo ad evitare di acquistare prodotti spazzatura offerti dalla tua banca.
  • Non correre troppi rischi. L’evidenza storica ci insegna che chi in passato ha preso rischi molto elevati, nel lungo periodo ha avuto scarsi guadagni extra.
  • Delinea il tuo piano di investimento e determina la tua asset allocation. Gli investitori più aggressivi avranno un portafoglio composto da 20% Bond ed 80% Stock. Gli investitori meno aggressivi invece opteranno per un 25% Stock e 75% Bond o asset più conservativi. Di asset allocation se ne parlerà molto presto in questo blog.
  • Calibra bene i tuoi income, evitando di acquistare azioni di aziende dello stesso settore per cui lavori. Se lavori per un’azienda tech, evita le aziende tech. Hai già un asset (lo stipendio) esposto al rischio. 

Diversificazione

Nel tuo piano finanziario deve esserci diversificazione.

Non mettiamo tutti i nostri fondi nello stesso paniere, cerchiamo di spalmare la nostra liquidità in diversi settori, asset e aree geografiche.

Investire tutto in azioni di una azienda significa assumersi dei rischi enormi, anche se l’azienda in cui si sta investendo è robusta.

La storia è piena di aziende molto redditizie che oggi non esistono più.

Evitiamo!

Primi passi per investire e seguire il piano finanziario

Esistono degli strumenti che hanno costi molto bassi e che ci permettono di investire in indici specifici o generalisti con molta agilità. Questi strumenti sono gli Exchange Traded Fund (ETF). 

Esistono diverse tipologie di ETF:

ETF specifici di un paese o di un’area geografica, oppure specifici di un settore o di una certa categoria.

Per cominciare ad investire con un ETF, ci si può affidare ad un ETF Total World Stock.

Quello più famoso è il Vanguard VT. 

Un altro ETF world molto diffuso è Ishares MSCI World Index ETF.

Questi ETF sono principalmente consigliati per chi comincia, quindi un profilo ad alto rischio, indicato per molto giovani, con nessuna diversificazione degli asset, ma solo sui settori e posizione geografica.

Per chi invece vuole fare uno step successivo, potrebbe associare all ETF World un ETF sui paesi emergenti, come Cina e paesi del sud est asiatico.

La composizione suggerita potrebbe essere un 70% per ETF World ed 30 % per ETF Asia / Paesi emergenti.

Si potrebbe ancora andare avanti introducendo la diversificazione su altri asset.

Ad esempio si può aggiungere un ETF con i Bond, oppure degli ETF con le materie prime, che in questi casi prendono il nome di ETC.

Gli ETF sono gli strumenti più completi ed economici che abbiamo a disposizione per costruire i nostri portafogli.

Un occhio ai costi

Non fidiamoci dei consulenti gratuiti messi a disposizione dalle nostre banche. 

Ci sono un sacco di strumenti finanziari in giro.

Dobbiamo imparare a riconoscere gli strumenti effettivamente efficaci ed economici da quelli costosi e poco remunerativi.

In questo settore è molto semplice nascondere i costi in percentuali innocue ed in piè di pagine di documenti infiniti.

Bisogna evitare di farsi raggirare da questi trucchi e farsi bene i conti.

Il versamento di una fee nel tempo può far sborsare un’ingente somma di denaro che sarebbe meglio avere nelle proprie tasche.

Per avere un’idea di cosa stiamo parlando:

Pensione

La pensione… questa sconosciuta.

Se si ha la fortuna di avere dei nonni o genitori pensionati, si ha l’occasione di apprezzare la loro affezione verso questa entrata.

Sono i soldi che per anni hanno accumulato con il duro lavoro, ed ora finalmente gli vengono restituiti.

Molti di loro non riceveranno mai tutto ciò che hanno versato.

I più fortunati invece saranno abbondantemente ripagati, anche se quest’ultima categoria di persone si sta estinguendo sempre più velocemente.

Le generazioni di oggi, invece, potranno dimenticarla, almeno in Italia.

Non è raro vedere titoli di giornale come questi:

Situazione ulteriormente aggravata dalla crisi sanitaria in corso.

In Italia si conosce benissimo la situazione poco felice delle pensioni, e nonostante ciò sono in pochi che decidono di fare qualcosa per la propria pensione.

La fiducia che lo Stato possa ancora garantire questo fondo è praticamente zero per tutti i giovani di oggi. 

Nel giro di 30-40 anni non sarà più garantito nulla.

Di conseguenza bisogna agire con una forma di pensione integrativa privata.

Tuttavia, nonostante si è consapevoli della situazione, solamente circa un terzo della popolazione italiana, effettivamente informata e sensibilizzata sull’argomento, ha preso una decisione in merito.

Le strategie per costruire un fondo pensionistico privato sono diverse: molti puntano ad un fondo immobiliare, altri risparmiano liquidità, altri hanno in programma di lavorare oltre l’età pensionabile, ma pochi pensano a fondi di investimento.

Molti fondi di investimento pensionistici sono agevolati dallo Stato, che riserva un trattamento fiscale molto vantaggioso. 

Sarebbe il caso di sfruttare questo vantaggio a nostro favore, e cominciare a fare qualche ragionamento in merito nel nostro piano finanziario.

Il modello a 3 pilastri per un sano piano finanziario

Il piano finanziario dovrebbe avere la piena consapevolezza di come è costruito il personale sistema di previdenza.

Il sistema di previdenza è un ramo della legislazione sociale che prevede in che modo bisogna costruire un piano previdenziale a tutela del lavoratore.

Il sistema di previdenza in genere è costituito da 3 pilastri fondamentali.

  1. Primo pilastro: il sistema previdenziale pubblico
  2. Secondo pilastro: il sistema previdenziale complementare (fondi pensione chiusi)
  3. Terzo pilastro: un sistema previdenziale privato, costruito da vari strumenti finanziari (Piani Individuali Pensionistici, fondi pensione aperti o altri strumenti finanziari)

Il primo pilastro è obbligatorio per tutti i lavoratori. La contribuzione in questo fondo è direttamente proporzionale a quanto si guadagna.

Il secondo pilastro invece comprende tutti quei fondi pensione chiusi, o meglio riservati ad una determinata categoria di lavoratori, ad un particolare contratto collettivo oppure ad una particolare azienda.

Ad esempio per tutti i metalmeccanici, il fondo COMETA è un fondo da secondo pilastro.

Il terzo ed ultimo pilastro include tutti quei fondi finanziari a cui possono aderire chiunque abbia voglia con moltissimi vantaggi fiscali promossi dallo Stato.

A Cosa serve un fondo pensione?

Un fondo pensione, come abbiamo avuto modo di vedere, è un fondo a cui ogni lavoratore contribuisce, versando una quota parte del proprio income presso un ente previdenziale.

I fondi versati vanno ad aggiungersi ai fondi versati obbligatoriamente nel primo pilastro, e contribuiranno alla propria pensione privata.

Vengono chiamati fondi per analogia dei fondi comuni d’investimento.

In effetti questa liquidità che versiamo agli enti previdenziali privati viene reinvestita da quest’ultimi nei mercati finanziari.

Gli interessi maturati saranno poi addebitati o accreditati sul proprio fondo.

Proprio come i fondi di investimento, anche qui si ha la possibilità di scegliere il proprio profilo di rischio, e cambiarlo mano mano che ci si avvicina all’età pensionabile.

Perchè scegliere un fondo pensione piuttosto che un fondo d’investimento?

Il fondo pensione in Italia ha un sacco di vantaggi fiscali.

  • Non si paga un’imposta di bollo
  • Le plusvalenze sono tassate al 20% piuttosto che il 26%
  • La deducibilità dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro per tutti i versamenti volontari
  • Un’aliquota sull’erogazione pari al 15%, riducibile in base agli anni in cui si tiene aperto il fondo stesso (si può portare fino al 9%).

Gli immobili nel piano finanziario

Il mattone è ancora l’asset finanziario preferito dagli italiani.

Dietro all’immobile c’è una questione affettiva, storica e generazionale.

In passato l’immobile era un ottimo investimento soprattutto in alcune zone d’Italia.

Chi ha comprato casa negli anni ‘50, oggi comunque ha un asset finanziario che ha maturato un ottimo rendimento, sempre se si trova qualcuno disposto ad acquistarlo.

Oggi, non è proprio così!

Con le politiche monetarie moderne, accendere un finanziamento per acquistare un immobile è diventato molto vantaggioso.

Si hanno tassi di interesse molto bassi, ed in alcuni casi ci sono anche manovre di supporto da parte di stati per incentivare all’acquisto. 

Queste agevolazioni portano sempre a riequilibrare la bilancia dei prezzi stessi degli immobili.

Se ci sono manovre di agevolazione, cresce la domanda, e se cresce la domanda i prezzi possono adeguarsi.

Naturalmente c’è sempre l’eccezione di chi vende per disfarsene, a prezzi ampiamente sotto mercato, ma la regola resta comunque valida.

Se abbiamo intenzione di inserire un immobile nel nostro piano finanziario, dobbiamo fare dei conti, e seguire una guideline come la seguente:

  • L’immobile è in un’area che potrebbe rivalutarsi nel tempo? (aree metropolitane, località universitarie, grossi centri industriali, o vicini ad attrazioni turistiche)
  • Che tipo di investimento vogliamo attuare? Crediamo che il valore di quell’immobile possa crescere nel tempo, quindi ricavare delle plusvalenze? Oppure vogliamo metterlo a reddito affittandolo?
  • Nel caso dell’affitto, che tipo di affittuari vogliamo? Famiglie? Studenti? Turisti? Lavoratori?
  • Riusciamo a ricavare almeno un 4% annuo?

Da queste considerazioni dovremmo essere in grado di capire se l’investimento immobiliare è il giusto asset del nostro piano finanziario oppure no.

Come si è potuto notare, non ho fatto riferimento all’acquisto di un immobile per viverci. In quel caso non si parla di investimento finanziario perché non genera nessuna rendita in nessun modo.

Conclusioni

Con questo articolo concludo tutti i principali elementi che bisogna considerare per costruire un piano finanziario di tutto rispetto.

Per riepilogare:

  1. Bisogna mettere in ordine la propria finanzia giornaliera, creando budget e monitorando tutte le spese e gli income che si affrontano.
  2. Bisogna costruire un fondo di emergenza in liquidità pronto ad intervenire in ogni situazione di emergenza.
  3. Le assicurazioni sono un altro elemento fondamentale nel proprio piano finanziario, bisogna capire a che prezzo cedere i nostri rischi, soprattutto quelli che non saremo in grado di sanare.
  4. A questo punto si deve trovare il modo per far fruttare i propri soldi, attraverso gli investimenti, i fondi pensione e gli immobili.

Gli elementi elencati in questo articolo naturalmente sono gli asset classici. In realtà in diverse occasioni abbiamo parlato anche di altri asset che possono essere presi in considerazione.

Sto raccogliendo un po’ di materiale per fare una puntata speciale in merito.

Come accennato l’ultima volta, sto ultimando anche uno spreadsheet che raccolga in maniera organizzata tutti i mattoncini del proprio piano finanziario.

Condividi con i tuoi amici:

Un pensiero su “Come crearsi un piano finanziario parte 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto